Memos
liguori
13 febbraio 2017
Mediterraneo, Matvejevic e le migrazioni

Pedrag Matvejevic è stato un grande intellettuale, cosmopolita, morto il 2 febbraio scorso, a Zagabria. Matvejevic era nato nel 1932 a Mostar, la città del “Ponte Vecchio” distrutto dalla guerra negli anni Novanta e poi ricostruito. Oggi Mostar è una città della Federazione della Bosnia Erzegovina, allora nel ‘32 del Regno di Jugoslavia. Matvejevic ha lasciato il suo paese all’inizio degli anni ’90, ai tempi della guerra nell’ex-Jugoslavia per andare ad insegnare letterature slave alla Sorbona di Parigi e poi alla Sapienza di Roma (l’Italia, di cui aveva ricevuto la cittadinanza onoraria). Ha cercato di tenere insieme le differenze delle culture, dei luoghi, mentre tutto andava nella direzione contraria. Pacifista ostinato in tempi di nazionalismi e guerre. ..Il Mediterraneo è stato il luogo di elezione del suo racconto. “Breviario Mediterraneo” è l’opera scritta nel 1987 che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, tradotta in una ventina di lingue (in Italia da Garzanti). Per ricordare la figura di Pedrag Matvejevic Memos ha ospitato Melita Richter, sua amica, sociologa e saggista. Del Mediterraneo di oggi ha parlato a Memos anche il fotografo e giornalista Giulio Piscitelli. “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere” è il titolo di un suo progetto fotografico appena pubblicato (ContrastoBook, 2017). E’ un resoconto per immagini dei suoi viaggi lungo le rotte seguite dai migranti per raggiungere l’Europa.

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

da martedì a venerdì dalle 20.00 alle 20.30

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

da martedì a venerdì dalle 20.00 alle 20.30

 
 
1
2
3
>
>>
GLI ULTIMI PODCAST
21 marzo 2019
 
Memos di gio 21/03

“Chi è fascista”. E’ il titolo dell’ultimo libro (esce tra una settimana per Laterza) del professor Emilio Gentile, storico di fama internazionale, studioso del fascismo italiano. «…è fascista – scrive il professor Gentile – chi si considera erede del fascismo storico, pensa e agisce secondo le idee e i metodi del fascismo storico, milita in organizzazioni che si richiamano al fascismo storico…Inoltre è fascista chiunque ostenta idee, linguaggi, simboli, gesti che erano tipici del fascismo italiano». Emilio Gentile non ritiene che oggi il fascismo stia tornando. La sua è più una posizione scientifica che politica, tende a far emergere di più l’importanza dei riferimenti storici che non delle posizioni politiche. Ospite di Memos anche Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano. Sabato 23 marzo, alle 9:30, ci sarà la manifestazione antifascista al Cimitero Monumentale di Milano per protesta contro le iniziative dei gruppi neofascisti nella giornata del centenario della fondazione dei Fasci di combattimento, l’origine del fascismo italiano.

20 marzo 2019
 
Memos di mer 20/03

Tra due mesi, a fine maggio, le elezioni europee. Le prime elezioni politiche continentali, dopo 40 anni. Infatti, dopo il primo voto nel 1979, e per i decenni successivi, l’elezione degli europarlamentari è stata soprattutto una questione nazionale, interna ai singoli stati. Oggi, invece, il voto di fine maggio contiene sfide europee: come si modificheranno gli equilibri politici? Che fine farà il bipolarismo compromissorio popolare-socialisti? Le destre nazionaliste e xenofobe diventeranno il nuovo decisivo polo della politica europea? La lunga vigilia elettorale è caratterizzata da alcuni fatti che rischiano di indebolire l’Europa: la vicenda Brexit, le pressioni dell’amministrazione Trump, la Cina e la sua ricerca di relazioni con i singoli stati dell’Unione (vedi il caso Italia-Cina). Memos ne ha parlato con Luigi Bonanate, professore emerito all’università di Torino dove ha insegnato Relazioni internazionali. Chiude la puntata di oggi Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, con il suo messaggio dedicato alla vicenda della Mare Jonio a Lampadusa e al decreto cosiddetto “sblocca-cantieri”.

19 marzo 2019
 
Memos di mar 19/03

Quante saranno le liste di sinistra alle prossime elezioni europee? C’è chi, come Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano, ne ha contate otto. Ma mancano ancora diverse settimane prima della scadenza dei termini per la loro presentazione e quel numero potrebbe ridursi. «E’ chiaro che la nostra base, la comunità che sta fuori dal Pd, si aspetta una proposta meno frammentata», racconta a Memos Paola Natalicchio, giornalista e saggista, facendo riferimento ai contatti ancora in corso per tenere insieme da un lato Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista con Italia in comune-Verdi-Possibile. A Memos ospite anche Giuseppe Provenzano, vice direttore di Svimez, già membro della direzione del Pd: «Il partito democratico con Zingaretti – dice Provenzano – si è ricollocato senza ambiguità nel campo del centrosinistra». Provenzano è autore di “La Sinistra e la scintilla” (Donzelli, 2019). Chiude la puntata Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”, con il suo messaggio dedicato al nuovo filone di indagine aperto dalla procura di Reggio Calabria sull’omicidio del giudice Scopelliti nell’agosto del 1991.

15 marzo 2019
 
Lezioni di antimafia: Baldessarro e Campesi

Nono incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «Calabria, le inchieste difficili e le querele temerarie come nuova forma di intimidazione mafiosa». La lezione è stata tenuta da Peppe Baldessarro (52 anni, giornalista di Repubblica, ex direttore di Narcomafie, coautore del Dizionario Enciclopedico delle Mafie; fino alla fine del 2014 è stato redattore del “Quotidiano della Calabria”, dove si è occupato di cronaca politica, nera e giudiziaria. ) e Claudio Campesi (26 anni, con la passione per le inchieste sulle organizzazioni mafiose. Abita a Brescia, ma ha vissuto gli ultimi tre anni nella Piana di Gioia Tauro dove ha curato reportage sul caporalato ‘ndranghetista a Rosarno, sulla prostituzione gestita dalle organizzazioni criminali nigeriane). La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 5 marzo 2019.

14 marzo 2019
 
Memos di gio 14/03

25 anni fa nasceva la Seconda Repubblica italiana. Le elezioni del 27 marzo 1994, la vittoria di Berlusconi, con Fini e Bossi, e la sconfitta di Occhetto. La Prima Repubblica viene archiviata con l’inchiesta Mani Pulite e un biennio di stragi dal bilancio drammatico. A Capaci, via d’Amelio, via dei Georgofili, via Palestro vengono assassinati dalla mafia Falcone e sua moglie, il giudice Borsellino, gli agenti delle scorte, comuni cittadini a Firenze e a Milano. Che cosa hanno rappresentato le elezioni del 27 marzo ‘94? Cosa ci portiamo ancora dietro in eredità di quella svolta, o rivoluzione? A Memos ospite la giornalista e saggista Ida Dominijanni (autrice di «Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi», Ediesse 2014) e la politologa Nadia Urbinati («La seconda vera Repubblica», Raffaello Cortina, 2016). Chiude la puntata il messaggio nella bottiglia, oggi a cura di Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino.

13 marzo 2019
 
Memos di mer 13/03

La Cina della discordia. Amministrazione Trump e Commissione europea in pressing sul governo Conte: “non firmi quel Memorandum con Pechino”. L’accordo dovrebbe essere siglato la prossima settimana quando il presidente cinese Xi Jinping arriverà in visita in Italia. “Non conterrà vincoli giuridici”, minimizza Conte. Cosa prevede, allora, l’intesa Roma-Pechino? Sono esagerate le reazioni di Washington e Bruxelles? Che fine ha fatto il rispetto dei diritti umani, un tema cruciale che sembra non interessare a Roma, ma neanche a Washington e a Bruxelles? Memos ha ospitato oggi Francesca Spigarelli, economista all’università di Macerata, dove dirige il China Center (un centro di ricerca multidisciplinare); e Filippo Fasulo, ricercatore all’Ispi, coordinatore scientifico del “Centro studi per l’impresa” della Fondazione Italia-Cina e borsista alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il messaggio nella bottiglia di oggi è a cura di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’università di Bari.

12 marzo 2019
 
Memos di mar 12/03

Le azioni che cambieranno il clima. Sono quelle che porteranno alla transizione ecologica, al passaggio dalla civiltà fossile alla civiltà rinnovabile. Una transizione che richiederà sforzi umani e investimenti finanziari. «Basta l’1-2% del pil mondiale per avviare il passaggio verso le rinnovabili», sostiene il fisico Roberto Buizza, della Scuola Sant’Anna di Pisa, una vita passata a fare ricerca climatologica a Reading (GB), allo European Centre for Medium-range Weather Forecasts, un’istituzione intergovernativa che si occupa di previsioni meteorologiche a medio termine. Il professor Buizza, ospite oggi a Memos, sarà anche il coordinatore del primo centro di ricerca multidisciplinare italiano sul clima frutto della collaborazione tra la Scuola Sant’Anna e la Normale di Pisa con lo Iuss di Pavia.

08 marzo 2019
 
Lezioni di antimafia: Attilio Bolzoni

Ottavo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica. Si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare l’1 marzo 2019. Titolo: «Il caso Montante».

07 marzo 2019
 
Memos di gio 07/03

Uno sciopero globale di giovani e studenti per il clima. Manca una settimana al 15 marzo, alla giornata in cui il nascente movimento studentesco si mette alla prova su scala mondiale. Convocati cortei e manifestazioni in tantissime città del globo. La politica e gli elettori, le imprese e i lavoratori, le società e gli individui: tutti sono chiamati a comportamenti virtuosi per interrompere il surriscaldamento del nostro pianeta. Memos oggi ha ospitato Massimo Labra, biologo, docente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università Milano-Bicocca; e Renzo Rosso, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia al Politecnico di Milano.

06 marzo 2019
 
Memos di mer 06/03

L’onda di Milano, il 2 marzo, la manifestazione contro il razzismo. Milano vista da Roma, Napoli, Torino e Bari: c’è uno specifico territoriale nel protagonismo milanese sui diritti e contro il razzismo? Da Roma, il politologo dell’università “La Sapienza” Mattia Diletti; da Bari, il comunicatore politico Dino Amenduni; da Torino, lo studente del Politecnico Marco Rondina; da Napoli l’operatore sociale Ciro Corona. Chiude la puntata di oggi con il messaggio nella bottiglia Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice.

05 marzo 2019
 
Memos di mar 05/03

La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, la pena dimezzata al femminicida reo confesso perché in preda ad una “tempesta emotiva” causata dalla gelosia. Che cosa significa la decisione dei giudici bolognesi? E’ il ritorno al delitto d’onore? «E’ la dimostrazione – dice Elena Biagioni, avvocata dell’Associazione Donne in Rete contro la violenza (Di.R.e) – che c’è ancora tanto da fare per quanto riguarda la lotta contro gli stereotipi nelle decisioni giudiziarie. E’ il ritorno alla giustificazione – sostiene l’avvocato ospite di Memos – delle condotte basate su una volontà di possesso, sull’oggettivazione della donna». Ospite a Memos anche la magistrata Linda D’Ancona, giudice per le indagini preliminari al Tribunale di Napoli. «I giudici di Bologna – racconta la gip napoletana – hanno ritenuto di poter concedere le attenuanti generiche sulla base di più elementi. Ci sono la confessione, il tentativo di risarcire il danno, non solo la gelosia». La puntata di oggi si chiude con il messaggio nella bottiglia di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”, di Torino.

01 marzo 2019
 
Lezioni di antimafia: Luca Bonzanni, Ester Castano, Sara Manisera e Martina Mazzeo

Settimo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Luca Bonzanni (dottorando di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata all’Università Statale di Bergamo, collabora con il quotidiano L’Eco di Bergamo), Ester Castano (giornalista professionista, lavora per l’agenzia di stampa La Presse, scrive principalmente di criminalità di stampo mafioso al Nord), Sara Manisera (giornalista indipendente, collaboratrice di numerose testate italiane e internazionali, come Al Jazeera, Slate, Deutsche Welle) e Martina Mazzeo (giornalista nella redazione scuola dell’Agenzia di stampa nazionale DIRE; tutor del Laboratorio biennale di Giornalismo Antimafioso, collabora con il corso di Sociologia e Metodi dell’Educazione alla Legalità). La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 22 febbraio 2019. Titolo: «Giornalismo e antimafia: un confronto di esperienze».

 
 
1
2
3
>
>>
podcast
Clicca sull’icona per sottoscrivere il servizio podcast Memos