Jazz in un giorno d’estate
Marcello Lorrai
18 agosto 2017
Jazz in un giorno d’estate del ven 18/08

Jazz in un giorno d’estate del ven 18/08

Conduttori

Marcello Lorrai

In onda

Da lunedì a venerdì dalle 20:30 alle 21:00

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15 luglio 2019
 
Perugia 1987: Gil Evans e Sting (quarta parte); Gil Evans (prima parte)

L’ultimo brano che Gil Evans e Sting interpretano insieme è Tea in the Sahara, in cui c’è anche un pizzico di Walking on the Moon. Dalla sera successiva, cioè dal 12 al 19 luglio, la big band di Gil Evans tiene banco alla chiesa di San Francesco al Prato: questi concerti rafforzano ulteriormente lo fama della compagine di Evans come migliore orchestra di jazz dell’epoca: nel referendum del mensile Musica jazz relativo all’87 la band di Evans vincerà di prepotenza nella categoria “miglior gruppo straniero”, lasciando largamente staccate formazioni di primissimo piano come quelle di Ornette Coleman e di Miles Davis. Cominciamo ad ascoltare un florilegio di brani registrati a San Francesco al Prato con There Comes A Time, il brano di Tony Williams che era stato proposto anche da Gil Evans e Sting insieme.

12 luglio 2019
 
Perugia 1987: Gil Evans e Sting (terza parte)

Nel 1987, quando si presentò a Umbria Jazz, Sting aveva trentacinque anni, giusto quaranta in meno di Gil Evans, che ne aveva compiuti settantacinque in maggio. Sting era indubbiamente una star: un po’ più strano lo status di Gil Evans. Il nome di Evans era inscritto negli annali della storia del jazz già da decenni: alla fine degli anni quaranta Evans aveva contribuito in maniera importante alla serie di registrazioni di Birth of the Cool di Miles Davis; poi tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta Evans aveva arrangiato la musica e diretto l’orchestra in capolavori di Davis come Miles Ahead, Porgy and bess, Sketches of Spain, Quiet Nights. Ma Evans non era mai diventato uno dei grandi bandleader popolari nel jazz come Ellington, Basie, Goodman, Kenton. E’ praticamente solo a partire dall’ingaggio allo Sweet Basil nell’83 che Evans riesce a tenere regolarmente unita una band e che diventa un bandleader di grido. Il culmine della sua popolarità Evans lo tocca proprio con il concerto con Sting a Umbria Jazz. Purtroppo Gil Evans sarebbe mancato molto presto, nel marzo dell’anno successivo. In questa puntata ascoltiamo Consider Me Gone, che era uscito nel primo album solista di Sting, e poi dei brani dei Police, una medley di Murder by Numbers e Synchronicity, quindi Roxanne.

11 luglio 2019
 
Perugia 1987; Gil Evans e Sting (seconda parte)

Il materiale interpretato nella serata dell’11 luglio fu messo a punto nei mesi precedenti l’evento perugino. La scelta dei brani da mettere in scaletta risultò in equilibrio fra i repertori di Gil Evans e di Sting. Up From the Sky e Little Wing di Hendrix e There Comes a Time di Tony Williams facevano parte del repertorio dell’orchestra, ed erano i brani che Sting aveva cantanto con la band di Evans allo Sweet Basil. Altri brani erano invece pescati dal repertorio dei Police. E poi c’era Strange Fruit, che non era nel repertorio né di Evans né di Sting. Gil Evans, che nel maggio aveva compiuto 75 anni, era stanco e molto impegnato: chiese quindi di arrangiare i brani dei Police alla giovane Maria Schneider, da un paio d’anni sua copista e assistente (sarebbe poi diventata una affermata bandleader), riservandosi invece di arrangiare personalmente Strange Fruit. Poi la notte prima delle prove chiese alla Schneider di occuparsi anche di Strange Fruit. Fu solo alle prove che Sting scoprì che i brani non erano stati arrangiati da Evans ma dalla Schneider: Sting apprezzò nondimeno il lavoro della Schneider, che peraltro si era allontanato non poco da un nastro registrato che Sting aveva messo a disposizione. Nella puntata di oggi ascoltiamo un brano dei Police, Shadows in the Rain, Little Wing (in cui Sting cita anche From Me to You dei Beatles) e There Comes a Time.

10 luglio 2019
 
Perugia 1987: Gil Evans e Sting (prima parte)

La più memorabile fra le edizioni della seconda stagione di Umbria Jazz, quella degli anni ottanta, è l’edizione dell’87. Nell’87 torna per la terza volta Miles Davis, ma c’è anche una sua vecchia conoscenza, Gil Evans: il grande bandleader tiene banco con la sua orchestra nel corso di diverse indimenticabili serate alla chiesa di San Francesco al Prato, ma prima, l’11 luglio, si esibisce allo stadio della città assieme a Sting, un evento che Umbria Jazz propone in esclusiva, e che la Rai trasmette in diretta. Nel 1983 Gil Evans aveva accettato un ingaggio settimanale con la sua orchestra al newyorkese Sweet Basil, e rodata da questo e altri ingaggi la cosiddetta Sweet Basil Band fa epoca. Fra l’85 e l’86 Sting fa visita a Gil Evans allo Sweet Basil, e il vecchio maestro gli propone di cantare in alcuni brani con l’orchestra, cosa che avviene in un paio di serate. Le comparsate di Sting allo Sweet Basil con l’orchestra di Sting fanno notizia e a Carlo Pagnotta, patron di Umbria Jazz, viene l’idea di proporre l’accoppiata Gil Evans/Sting a Perugia: operazione non facile, che però Pagnotta riesce a condurre in porto, e che richiama allo stadio di Perugia circa 25mila spettatori, il pubblico più grande mai avuto da Gil Evans. Nella puntata di oggi ascoltiamo l’introduzione dell’orchestra di Evans, poi Up From the Sky di Jimi Hendrix, e quindi Strange Fruit, il drammatico brano che parla di un linciaggio che Billie Holiday aveva inciso nel 1939.

09 luglio 2019
 
Perugia 1989: Miles Davis (seconda parte)

Fra i brani del concerto di Perugia nell’89 Tutu, il brano che apriva e aveva dato il titolo all’album di Davis uscito nel 1986. Il titolo era un riferimento all’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu: il disco era uscito negli anni culminenti della lotta contro l’apartheid in Sudafrica. Verso la fine del brano uno dei musicisti esclama: “free South Africa!”, e Miles, con la sua inconfondibile voce roca, risponde: “right!”.

08 luglio 2019
 
Perugia 1989: Miles Davis (prima parte)

C’è stato un arco di anni molto fortunato, fra l’84 e il ’91, in cui per molti appasionati estate era diventato sinonimo di Miles Davis. Dopo la svolta elettrica della fine degli anni sessanta, Miles Davis porta avanti la sua musica in maniera sempre più visionaria. Poi alla metà degli anni settanta il ritiro dalle scene: che torna a calcare all’inizio degli anni ottanta. I primi concerti italiani dopo il rientro, a Roma nella primavera dell’82, sono un avvenimento. A partire dall’84 poi Davis ogni estate viene regolarmente in tour in Europa. E’ così anche nel ’91, ma due mesi dopo l’ultimo concerto italiano, alla fine di settembre arriva la notizia della sua morte. I concerti di Miles Davis sono stati una delle maggiori attrattive della seconda stagione di Umbria Jazz, quella degli anni ottanta: Davis è per la prima volta ad Umbria Jazz nell’84, torna nell’85, poi nell’87, e infine nell’89. Sono di quest’ultima esibizione i brani che ascoltiamo nelle puntate di oggi e domani: si comincia con Human Nature, l’hit di Michael Jackson che era diventato un classico nell’interpretazione che Davis ne aveva dato nel suo album You’re Under Arrest.

05 luglio 2019
 
Pescara 1972: Charles Mingus e John Lewis

Protagonista tra i più straordinari e creativi della vicenda del jazz, Charles Mingus negli anni settanta fu spesso in Italia e divenne uno dei beniamini del pubblico di allora: per la bellezza della sua musica ma anche per la sua personalità. Figura carismatica, Mingus era proverbiale anche per il suo carattere non facile – di cui non mancò di dare illustrazione anche a Pescara nel luglio del ’72 – carattere che non impediva però a tanti appassionati e addetti ai lavori di avere per lui una sorta di speciale venerazione. In una jam session notturna all’Esplanade Club, dopo essersi esibito al festival, Mingus suona con i musicisti del suo gruppo, fra cui Charlie McPherson al sax, ma al pianoforte siede John Lewis, il leader del fortunato Modern Jazz Quartet.

 
 
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